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Matthias Zurbriggen, un diavolo (ein Tiffal)

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12-12-2017 – MACUGNAGA – La locale Sezione del CAI ricorda, a cent’anni dalla morte,

il grande alpinista Mattia Zurbriggen.
Per l’occasione sarà presentata la piéce teatrale “Mattia Zurbriggen… la montagna che non c’è”. Il Teatro del Rimbalzo presenta l’epopea teatrale e mutimediale di un grande alpinista.
Con Ombretta Zaglio. Di Ombretta Zaglio, Carla Reschia e Irina Favaro. Sviluppo multimediale Simone Galliano. Elaborazioni immagini e regia Irina Favaro.
Viene rappresentata la storia di un uomo che sfida le montagne e realizza un mestiere e un sogno. L’opera teatrale è stata costruita indagando tra i documenti, tra le pieghe dei segreti che ogni uomo porta via con se, sulla memoria che lascia, l’esperienza alpinistica diventa metafora della condizione umana.
Una storia esemplare di ascesa e caduta, dove lo schermo per la videoproiezione gioca con la narrazione, diventa specchio di sentimenti.
“Di mio padre conosco l’odore dell’alcol, tabacco e panni umidi.
È la prima cosa che mi arriva di lui le poche volte che ritorna a casa di notte, sempre di notte, io non so mai se all’osteria o da una spedizione lui con me non parla.
Che è una guida famosa me lo ha detto la mamma e che ha scalato vette altissime...”
Ma chi era Mattia Zurbriggen? Davide Rabbogliatti su “Il Rosa” scrive: «Alpinista di eccezionali capacità e destrezza, si sposta ed effettua ardite ascensioni sul Monte Rosa, sul Cervino e sul Monte Bianco.
Conosce le lingue straniere, possiede un’innata capacità imprenditoriale e possiamo dire che con lui inizia la stagione delle spedizioni extraeuropee nell’accezione del termine come lo recepiamo adesso. Matthias ne è precursore artefice e lo troviamo ad accompagnare facoltosi clienti in Nuova Zelanda; nella catena del Karakorum; nel Tien Shan e in Sudamerica.
Legate alla sua figura sono: la salita all’Aconcagua (1897) effettuata in solitaria; quella sul Mount Cook in Nuova Zelanda e tutta una lunga serie di salite sulle Alpi. Anni di successi, di riconoscimenti, di vita agiata. Matthias è ricercato, riverito, indiscusso dominatore della scena alpinistica, poi lentamente e mestamente cala il sipario sulla sua figura. Probabilmente continua a scalare e ad accompagnare clienti in montagna ancora per parecchi anni.
Ritorna in Svizzera. Abbandona il lavoro che tanto gli aveva dato in termini di successo, ammirazione, ma anche di invidia e rivalità e lo ritroviamo a lavorare nelle cucine di un albergo a Ginevra dove porrà fine ai suoi giorni
».
“Mattia Zurbriggen… la montagna che non c’è”. Macugnaga 29 dicembre, Kongresshaus ore 21.00.

Alla manifestazione saranno presenti Guide Alpine e alpinisti che hanno ripercorso alcune delle salite compiute da Mattia Zurbriggen nei diversi continenti.

Locandina Spettacolo Matthias Zurbriggen

Matthias Zurbriggen 1

 

Matthias Zurbriggen, un diavolo (ein Tiffal)

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 13 Dicembre 2017 07:24)

 

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